<<signorina ? Ehm,signorina Chajo? Il volo è finito. >>
Si Signorina Hostess.Il volo è finito. Che ci faccio ancora sull'aereo ? Me lo chiedo anch'io.Ho paura.Eppure ci ho pensato milioni di volte.Ho scelto io di venire quì.Cercavo autonomia,cercavo un identità nuova. Cercavo me stessa.Ma ora ho paura.A volte,nelle città così grandi non c'è posto per le persone piccole.
Forse,qui a Tokyo non c'è posto per me.
Suvvia Iris. Che stai dicendo ? C'è tanto spazio quì.Ci sarà un posticino anche per te ,che sei così piccola.
E allora mi scuso con la hostess,raccolgo velocemente le mie borse e scendo,quasi di corsa.Arrivo a prendere la navetta per pochi secondi.Sento lo sguardo dello shutteldriver su di me,incuriosito.Improvvisamente il sangue mi sale al viso.Divento rossa,e perchè? Semplicemente perchè il conducente della navetta mi ha guardato un pò storto.
Arriviamo finalmente all'interno dell'aereoporto. Molti passeggeri dell'aereo si precipitano fuori dall'aereoporto,ma io devo aspettare il mio bagaglio.
Mi siedo davanti al tapisroulant e aspetto. Fortunatamente la mia valigia è una delle prime,e allora esco. Per fortuna,non ce la facevo più.
Ma appena le porte automatiche si aprono,improvvisamente,ricordo di aver dimenticato qualcosa.qualcosa di decisamente essenziale.
Non so niente di Tokyo. Non so come raggiungere il mio appartamento. Non so assolutamente niente. Per un attimo mi sento persa. Poi rifletto,e capisco che in fondo,anche se mi lasciassi prendere dal panico non cambierebbe granchè. Prendo il cellulare,ma ovviamente è scarico. I taxi sembrano essere scomparsi. Mi viene quasi da ridere.
Anzi,rido.
Come una sciocca mi metto a ridere,con lo zaino sulle spalle ,il cellulare in mano e l'ipod che sta per cadermi dalla tasca dei jeans.
e mi sento una bambina quando mi accorgo che la gente intorno a me ride.
Mi guardano e sorridono. Forse non sarà così male,forse troverò me stessa qui.
E allora prendo un foglio di carta dal mio zaino,una penna,e scrivo:
Sono ancora in aereoporto.Eppure mi sento già persa.