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 Boot to the head!!
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| - Diciamo che va... cioè vivo, ed è già qualcosa no?... tranquilla... non farci tanto caso a me,cioè non stare a preoccuparti... - La ragazza rimase stupita e interessata dalla risposta del giovane appena conosciuto. Sembrava davvero interessante."Beh, sopravvivere e vivere son due cose piuttosto diverse...ma d'altronde, vivere veramente è difficile, soprattutto di questi tempi..." Rispose con una certa amarezza e serietà, e con un pizzico di depressione forse. D'altronde, quello era l'argomento principale dei suoi pensieri e discorsi più elevati negli ultimi anni. Il male di vivere.
Poi, qualcosa d'inaspettato. Il ragazzo le porse una di quelle pietanze che stava mangiando.- Tieni... non so se ti piacciono, ma li ho preparati io... cioè... non t voglio sembrare invadente... ma sei la prima persona con cui parlo dopo tantissimo tempo... insomma... ti sono grato... - Daria rimase senza parole...
Una gentilezza...
Da quanto tempo qualcuno non le dimostrava un po' di gentilezza, della bontà gratuita? E proveniente da un quasi perfetto sconosciuto tra l'altro...Shockante. Shockante perché nel profondo della sua anima grigia e pessimista la commosse e le ridiede speranza.
E...provò "compassione", o forse meglio empatia e "amore umano e fraterno", verso quella persona dall'animo candido e gentile, che la ringraziava solamente per averle rivolto due parole scarne, dicendo che era da tantissimo tempo che non parlava con qualcuno...Sì, provò quel desiderio profondamente radicato nel suo carattere di fare una buona azione, di ricambiare e premiare quella gentilezza e bontà. Sentì il bisogno morale di essere buona anch'ella, per la prima volta dopo incredibili anni di freddezza, a parte con la sua amica Jane, unica altra persona veramente buona che conosceva.
Daria lo guardò negli occhi, con uno sguardo quasi dolce, e di sicuro non glaciale e tagliente come era il suo sguardo normale. Poi abbozzò un sorriso gentile e caldo, socchiuse gli occhi, chinò leggermente il capo in segno di ringraziamento, allungò lentamente la mano prendendo l'onigiri e disse quasi in un sussurro altrettanto caldo:"Grazie... Apprezzo di cuore la tua gentilezza..." Con ancora il sorriso sulle labbra, assaggiò il cibo preparato dal ragazzo stesso, e lo trovò indescrivibilmente squisito. Sorrise più largamente, mostrando apprezzamento per il pasto offertole, e finì di mangiarlo con gusto. Sentì la spinta a ringraziarlo di nuovo, con il calore risvegliato del suo cuore, e avrebbe voluto contraccambiare e dargli uno dei suoi tramezzini, ma purtroppo li aveva già finiti...
...Guardò l'ora sul cellulare...
...Idea! Per fortuna le venne in mente qualcosa che probabilmente avrebbe apprezzato ancora di più, date le parole pronunciate qualche attimo prima. Prese un pezzetto di carta e una penna, vi scrisse qualcosa, ripose la penna e tutto ciò che era suo nello zaino, ed infine porse il bigliettino al suo nuovo amico."Tieni, questo è il mio numero di cellulare. Avrei voluto offrirti di più, ma se ti va ti offro volentieri la mia amicizia. Chiamami quando vuoi...e non serve ringraziarmi, è un piacere." Disse la studentessa alzandosi da sotto l'albero e spolverandosi la gonna, per poi salutarlo con un sorriso e con un cenno della mano. Non aspettò la risposta, anche perché non voleva metterlo in imbarazzo che molto probabilmente quella situazione avrebbe suscitato.
Tornò poi in classe, la nuova lezione stava quasi per cominciare e lei doveva andare, ma era contenta di aver fatto una nuova amicizia, e soprattutto una nuova amicizia degna d'esser chiamata tale, perché quella persona sembrava davvero degna d'esser chiamata "persona". |
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