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 Boot to the head!!
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| "Può darsi, oppure aveva le tasche talmente piene, da essere talmente pesanti da averlo fatto cadere nei binari...ragion per cui preferisco starmene seduto qui che correre il rischio di caderci" Daria rimase un po' perplessa a quella risposta, sentimento mostrato dal sopracciglio sinistro che scattò verso l'alto quasi automaticamente, di riflesso appunto a quella battuta che la ragazza stava ancora cercando di decifrare.* Ma che...mhm...questo schema di pensiero parrebbe piuttosto scarno, ma forse lo sto sottovalutando...Però, il tono con cui è stato espresso sembrava serio. Credo lo prenderò dunque anch'io con serietà. *
"Già, prevenire è meglio che curare...!" Rispose dunque la ragazza con un'inflessione ironica sulla "a" del "curare". In effetti, non era diventata seria lei, bensì aveva preso come seria la risposta del giovane uomo che le stava seduto accanto. E aveva risposto senza troppo badare alle sciocche e ipocrite convenzioni sociali, come al suo solito, lasciando libera la sua tagliente lingua di spargere il suo velato sarcasmo.
E poi, comunque, senza molta convinzione una parte di lei pensava che c'era una certa logica sia nella risposta del ragazzo sia nella sua: il rischio di cadere sui binari può essere evitato sedendosi lontano, questo è vero, e quindi stare lontano dal pericolo è appunto un modo per prevenirlo, e dunque filava tutto perfettamente. Insomma, uno di quei rari casi in cui l'ironia della ragazza si fondeva ambiguamente con un filone logico che percepiva ella stessa.
Ad un tratto l'odore della sigaretta giunse alle sue sensibili e delicate narici, ed il suo viso si corrugò in un'espressione che esprimeva disgusto e repulsione seppur fosse al contempo anche rapida e contenuta, e coinvolgesse una piccola area limitata al naso, labbro superiore e sopracciglia. Si voltò di lato, dalla parte vuota, e un flebile colpo di tosse fece uscire quel fumo dai suoi polmoni senza farlo passare di nuovo dal naso, così da non percepirlo una seconda volta, e dopodiché la ragazza si afflosciò sulla panchina abbassandosi, così da evitare la nuvola di ceneri sottili che aleggiava sopra le loro teste.
Infine, guardò stufa e rassegnata l'orologio, e quando capì l'ora vi aggiunse una certa pena. Il tempo sembrava non voler passare più. |
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