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 Brindiamo alle favole in cui vincono gli umili.
 Group: PlayerPosts: 1817 Location: La mia casa è la mia mente... Status:  | |
| Ogni scelta, ogni azione porta sempre delle conseguenze, è la legge che segue il mondo. Causa ed effetto. Semplice. Saltare il buco piuttosto che fermarsi o aggirarlo aveva portato Soichiro ad una determinata possibilità, invece che un'altra. Aveva saltato e la moto si era danneggiata. Naturale. Aveva deciso di vivere oltre il sistema di regole e convenzioni della società, e questa gli dava la caccia come fosse un animale pazzo e pericoloso. E in fondo lo era. L'eco lontano delle sirene interruppe i festeggiamenti di fine gara gettando nel panico il pubblico e i vari scommettitori, che per non essere pizzicati dagli sbirri e finire per qualche notte in gabbia si dispersero in gran fretta tra le vie e i vicoli della città. Kanzo avrebbe dovuto fare lo stesso, ma non gli era mai piaciuto correre. Nuovamente una serie di molteplici scelte gli si pararono davanti agli occhi; cosa fare? quale opportunità prendere? il tempo ancora una volta era contro di lui, ma stavolta gli era venuta in mente una idea non solo divertente ma anche piuttosto intelligente a suo parere. Il nascondiglio migliore è quello sotto gli occhi del cacciatore, più o meno diceva così il saggio. Poco più avanti del traguardo, oltre la folla che ormai si era quasi totalmente dispersa, un vicolo cieco apparentemente sembrava bloccare ogni via di fuga, ma alla vista di un paio di grossi bidoni metallici per la spazzatura, il viso dello Shibuya Greaser venne attraversato da un sorrisetto divertito. Un ottimo nascondiglio, proprio sotto gli occhi degli odiati poliziotti. Dio, come li disprezzava: uomini senza cervello che convinti di fare del bene si erano sottomessi a un sistema che promettendo felicità superficiale e illusioni, imprigionava tutti quanti in una gabbia invisibile. Lui era diverso, lui quelle sbarre invisibili le aveva viste ed era evaso. Non sarebbero riusciti a togliergli la sua libertà. Ma rimaneva un problema: la moto. Lasciarla in mezzo alla strada significava lasciarsela sequestrare, e questo era un problema. Un problema molto grosso considerando che senza quella non mangiava. Le sirene ormai erano pericolosamente vicine, non gli rimanevano che pochi secondi, non poteva fare altro che abbandonarla li, avrebbe pensato poi a cosa fare per recuperarla. La moto, come la maggior parte di quelle usate dai piloti clandestini, era rubata per rendere impossibile risalire al proprietario, quindi nessuno avrebbe potuto dalla due-ruote collegare Soichiro Kanzo al criminale di serie B lo Shibuya Greaser, ne scoprire dove si nascondesse. Peccato però. Non c'era nemmeno più tempo per i tristi addii: Soichiro si lanciò verso quel vicolo poco distante e con una certa difficoltà si lasciò cadere all'interno di uno dei due bidoni li dimenticati atterrando morbidamente su dei sacchi neri ricolmi di odorosa spazzatura. Non restava che stare in silenzio e sperare che quella sua bravata non gli costasse la libertà. Solitamente in circostanze come quelle le volanti della polizia si lanciavano all'inseguimento dei fuggitivi nella speranza di bloccarne qualcuno, ma alle volte poteva succedere che un paio di uomini in divisa rimanessero sul luogo per sistemare rapporti o altre faccende burocratiche. Si, la cosa si faceva decisamente divertente: riusciva a stento a soffocare le risate per quella giocata a nascondino così eccitante. |
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